• Messico, giù le armi e giochiamo
  • Batterie di… zucchero
  • Gmail si blocca di nuovo
  • Yahoo! Mail: spazio infinito
  • Kongregate, gioco creato dagli utenti

Il fascino dei videogiochi per combattere la violenza. E’ il senso dell’inusuale iniziativa delle forze dell’ordine messicane per arginare la criminalità giovanile: la polizia di Città del Messico spera così di minare le armi dalle strade offrendo in cambio computer e videogiochi, con la complicità del colosso dell’informatica Microsoft.

Ieri, in occasione del lancio del progetto nel barrio di Tepito, uno dei quartieri più degradati e dove proprio ieri c’è stata una retata, il capo della polizia cittadina Joel Ortega ha annunciato che chiunque consegnerà armi di grosso calibro otterrà in cambio un computer. Chi invece deporrà armi leggere - principalmente ragazzi - potrà ricevere denaro in contanti o la console per videogiochi Xbox di Microsoft.

Gli organizzatori dell’iniziativa che offre pc e Xbox in cambio di armi dicono che 100 computer sono già disponibili alla consegna. E Bill Gates, in occasione della sua visita nella capitale messicana, ha promesso di collaborare. In un colloquio con il sindaco progressista Marcelo Ebrard, il fondatore della Microsoft si è infatti detto disposto a fornire un sistema operativo, una suite di Office e un’enciclopedia informatizzata per ogni ‘pc’ distribuito. Gratis.
“Il nostro obiettivo comune - ha fatto sapere il sindaco - è quello di ridurre la violenza e il ricorso alle armi da fuoco nella nostra citta”. L’iniziativa sembra aver avuto un certo successo: nella prima giornata sono state consegnate 17 armi, di cui 12 proprio a Tepito.

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Un gruppo di ricercatori della Saint Louis University nello stato del Missouri ha sviluppato una particolare batteria a celle di combustibile che fa uso di zucchero. Tra i vantaggi vi sarebbero quello di poter essere alimentata da un qualunque tipo di soluzione contenga zucchero (anche un comunissimo succo di frutta!) e un’autonomia operativa dalle tre alle quattro volte superiore rispetto alle attuali batterie agli ioni di litio.

Attualmente questa nuova batteria è stata realizzata, come proof-of-concept, nella forma di un piccolo dispositivo (delle dimensioni di un francobollo) in grado di alimentare una comune calcolatrice. Secondo il gruppo di ricerca sarà possibile parlare di produzione commerciale, nel caso in cui le prossime fasi dello sviluppo dovessero risultare convincenti, nel giro di tre-cinque anni.

Il funzionamento è piuttosto semplice: la batteria prevede l’impiego di un enzima in grado di convertire l’energia chimica dello zucchero in elettricità , con solamente l’acqua come materiale di scarto della reazione. Il concetto di zucchero come “combustibile” è di fatto preso a prestito dalla biologia: la maggior parte degli esseri viventi traggono infatti l’energia necessaria alla vita proprio dalla sintesi dello zucchero contenuto nei cibi.

Una caratteristica particolare di queste batterie è la possibilità di produzione esclusivamente con materiali biodegradabili, con il risultato di ridurre notevolmente l’impatto ambientale.

Il team di sviluppo ha inoltre sperimentato la ricarica delle batterie utilizzando soluzioni di acqua e zucchero, che ha dato i migliori risultati, e anche normali bibite gassate. In quest’ultimo caso, tuttavia, la presenza di anidride carbonica compromette l’efficienza della cella, dando luogo ad una minore resa energetica.

Fino a pochi mesi fa era considerata una delle web application più solide della rete, invece ora la reputazione di Gmail (e per estensione anche quella degli altri web software di Google) è meno solida. Prima c’è stata la cancellazione per errore di tutta la posta di alcuni utenti, poi per 3 volte in un mese il software ha avuto dei momenti di down in cui non era possibile nè ricevere nè inviare posta.

La prima paralisi è stata il primo Marzo: per 8 ore alcuni utenti non hanno potuto utilizzare il servizio principale di Gmail. Il 12 Marzo la stessa cosa, ma per sole due ore. Infine il disservizio più grosso si è verificato martedì scorso quando per quasi mezza giornata (dalla mattina alla sera) non è stato possibile per molti utenti nè inviare nè ricevere posta, senza che fosse emanato alcun avviso sui blog ufficiali del gruppo fino almeno al pomeriggio inoltrato. Ad aggiungere gravità alla situazione c’è poi anche il fatto che ad essere colpiti più di altri sono stati in particolare gli utenti Gmail che lo utilizzano come parte della suite Google Apps, sia coloro i quali accedono alla versione gratuita sia quelli che pagano per un supporto continuativo.

I problemi arrivano in un momento in cui Google punta molto sulle sue applicazioni SaaS (software as a service), che dopo qualche anno di sperimentazione e beta testing mirato a perfezionarle sono state riunite in un pacchetto e proposte come alternativa alla suite Office di Microsoft. Simile mole di problemi, le cui cause ancora non sono state rese note e che hanno messo in risalto anche la lentezza dello staff a dare una risposta agli utenti, non giunge dunque nel momento più opportuno. E proprio per cercare di rimediare nei confronti di coloro i quali pagano anche per avere un supporto continuativo, Google ha comunicato loro che estenderà gratuitamente la sottoscrizione annuale a Google Apps di 15 giorni.

Per celebrare il suo decimo compleanno, il servizio Yahoo! Mail romperà la barriera del gigabyte messo attualmente a disposizione per la gestione delle e-mail. Tale limite non verrà semplicemente innalzato ad un nuovo valore ma verrà completamente eliminato, fornendo così spazio infinito per l’archiviazione della posta elettronica. Yahoo! diverrà in questo modo il primo provider di rilievo a fornire un servizio gratuito di posta con questa caratteristica: il servizio gratuito Gmail di Google infatti mette a disposizione attualmente poco più di 2.5GB di spazio mentre Windows Live Hotmail offre 2GB “for free”.

Tale evoluzione è stata dettata dal convincimento che i requisiti delle e-mail sono cambiati negli ultimi anni: le persone non si scambiano più solo di messaggi basati su un testo, ma anche su html ed elementi multimediali. Gli utenti necessitavano quindi di una capacità di memoria estesa per svolgere attività ormai all’ordine del giorno, come la condivisione di foto, il social networking e molto altro. «Quando 10 anni fa è stato lanciato Yahoo! Mail», spiega il vice presidente del servizio John Kremer, «gli utenti avevano a disposizione uno spazio di 4MB per gestire l’intera mailbox. Al giorno d’oggi, lo potreste esaurire con una singola fotografia scattata durante il fine settimana. Tale considerazione mi ha fatto pensare come la capacità di immagazzinamento dei prodotti tecnologici più popolari sia cambiata ».

Le e-mail con una storage illimitato saranno rese disponibili agli oltre 200 milioni di utenti del servizio Yahoo! Mail in maniera graduale a partire dal mese di Maggio; la decisione di attuare una transazione graduale è stata presa per non incorrere in problemi durante tale passaggio. « Lo sappiamo che non c’è praticamente nulla di più preziose delle vostre inbox », ha affermato Kermer, dimostrandosi anche convinto di creare con tale cambiamento un precedente per il futuro: «riuscite ad immaginare di possedere un giorno un hard drive che non si riempie mai? Di non dover mai svuotare la photo card della vostra macchia fotografica? Di avere a disposizione abbastanza spazio nel vostro iPod per inserirci tutta la Musica del mondo? Sarà un Futuro senza limiti.

Il suo nome è Kongregate e si propone di raccogliere i videogiochi indipendenti prodotti da un gruppo sempre crescente di programmatori appassionati di tale genere, tentando così di diventare una realtà di riferimento per i videogiocatori di tutto il mondo. L’esperienza di gioco è gratuita e viene esaltata dalla possibilità di gioco in contemporanea tra più utenti e dallo scambio di giudizi, informazioni e suggerimenti tramite chat. Non manca poi la possibilità di votare e commentare i Giochi provati, le classifiche dei Giochi più popolari e la possibilità di effettuare ricerche per tipologia e categoria.

Il portale è divenuto realtà Grazie all’inventiva del trentaseienne produttore di videogiochi Jim Greer e agli investitori della Silicon Valley, i quali hanno sborsato quasi un milione di dollari per permettere la realizzazione del progetto. Greer ha avuto bisogno di pronunciare una sola frase, tanto semplice quanto seducente, per convincere i suoi futuri investitori:«È lo YouTube dei videogiochi» (Reuters). Kongregate è nato così nel Giugno del 2006 ed è stato per un certo periodo aperto su invito ai soli sviluppatori e ad alcuni appassionati di videogiochi. Terminata la fase di sperimentazione, il portale è stato aperto al grande pubblico ed attualmente ospita oltre 300 Giochi raccolti in diverse categorie.

La Tecnologia che sta alla base di tali produzioni è l’ormai collaudato Adobe Flash, strumento che permette di creare in maniera semplice prodotti interattivi anche molto sofisticati e che per questo motivo è diventato nel tempo la piattaforma di riferimento per la produzione ludica sul web. Pubblicare il proprio gioco su Kongregate non significa solamente raccogliere popolarità ma ottenere anche un certo ritorno economico: una fetta degli incassi derivati dalla pubblicità presente sul sito (dal 20 al 50 percento) viene infatti elargita agli sviluppatori sotto forma di microtransazioni. È possibile inoltre incrementare i propri guadagni utilizzando una raccolta di API che permettono di inserire dei messaggi pubblicitari all’interno dei propri videogiochi (ad esempio tra un livello e l’altro).