L’Internet italiana è un soqquadro di proteste, un po’ dappertutto sul territorio: gli utenti non riescono a navigare e a mandare la posta, persino; soprattutto di sera nei feriali e dal pomeriggio alla sera nei festivi. Se ne parla su forum, blog, newsgroup; ma anche sulle principali testate nazionali e ne ha parlato un servizio del TG5.
“Il problema pare andare avanti da un mese, all’inizio era leggero, credevamo fossero casi isolati; ma da qualche giorno è un incubo, soprattutto a Milano”, dice Luca Spada, amministratore delegato di Ngi, che riceve centinaia nuove lamentele al giorno.
Telecom Italia, Wind e altri riconoscono che ci sono lentezze anomale.
Finora è stata riportata solo la spiegazione di Telecom: la colpa non è nostra- dice, ma del malware che sta infestando la rete italiana; spyware e adware, in particolare, che prendono d’assalto i Dns di tutti gli operatori e così rallentano i servizi. Se il Dns è sovraccarico non riesce infatti a indirizzare le connessioni a servizi basati su nomi a dominio (come il Web). Telecom Italia consiglia di rivolgersi al call center (che sta dando Dns alternativi, meno carichi, come quelli indicati sul sito Telecom HelpAdsl.
La spiegazione però lascia perplesso qualcuno. Non solo utenti arrabbiati sui forum, ma anche esperti della rete e operatori concorrenti. L’idea è che, secondo alcuni, il problema malware esiste ma non basta a spiegare i disservizi che hanno colpito l’Italia.
Ne parla Stefano Quintarelli, presidenti di Aiip (associazione dei principali provider italiani), sul proprio blog (quinta.typepad.com). Dubita che sia davvero colpa del malware (forse, solo in piccola parte); parla invece di un problema di saturazione della rete Atm Telecom, in alcune tratte. Forse a causa delle tante Adsl 20 Megabit attivate e dell’upgrade automatico da 640 a 1.280 Kbps. Concorda Luca Spada: «abbiamo scoperto che ci sono alcuni trunk saturi tra uno switch e l’altro. Un’epidemia di malware e un problema ai Dns non avrebbe mai potuto causare questo sfacelo».
Si vedrà . Intanto, tra dubbi e pareri opposti, le connessioni soffrono. E non se ne vede l’uscita.
Fonte: MyTech.it
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