Un villaggio di Sharm El Sheik C’E’ un destino segnato nella vita di ogni essere umano. Chi nasce con i capelli neri, è atteso in modo inesorabile da una vita di sacrifici. Qualche serata in pizzeria, mai un ristorante cinque stelle, spostamenti in autobus e molti sogni nel cassetto. Irrealizzabili, s’intende, per via delle difficoltà economiche. A nascer biondi, è tutta un’altra storia. Vacanze sperperone all’estero, cene in ristoranti giapponesi (nei quali, è noto, si digerisce tutto tranne il conto) e senza dubbi il Suv, che se per certi fa cafone, per certi altri fa irrinunciabile status. Insomma, un ricco vero, di quelli che “guadagnano fra i 20 e i 70 milioni di euro l’anno”, come professa Flavio Briatore (che però non è biondo, e le vacanze all’estero le fa ma a casa sua, a Malindi in Kenya). Ecco, così la vedono gli italiani, secondo i quali la differenza fra chi è ricco e chi è povero è marcata da pochi ma significativi dettagli, dal colore dei capelli all’automobile, per citarne solo un paio.

Se sia come al solito colpa dei modelli di riferimento proposti da tv e spot, non è dato sapere. Ma da un sondaggio realizzato dalla Swg (e pubblicato dal settimanale Donna Moderna), in tempi di Finanziaria e nuove aliquote fiscali, emerge un ritratto fortemente stereotipato dei “Paperoni d’Italia” e, sotto certi aspetti, anche un po’ confuso. Tanto per dire: secondo il 90% degli intervistati, il ricco è un uomo tendenzialmente biondo, ha il fisico asciutto, vive nelle piccole città del Centro-Nord. Curioso: il ricco Italiano per antonomasia, Silvio Berlusconi, vive in una grande città del Nord, è tendenzialmente castano e non ha un fisico propriamente asciutto. Pure Gianni Agnelli, prima dei diventare argentato, aveva i capelli neri. Come Marco Tronchetti-Provera. E’ castano pure Diego Della Valle (e ha la pancetta). Sarà .

1 commento
Pa on 18 Ottobre 2006 at 20:41

te lo dico io, i capelli non contano, contano i lineamenti del viso ahahahah

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