Gite spaziali

Se l’inglese serve per viaggiare in tutto il mondo, quale lingua straniera occorre a un turista dello spazio? L’ungherese Charles Simonyi ha scelto il russo. Simonyi, 58 anni, sviluppatore di software che ha lavorato con Microsoft alla creazione di programmi come Word ed Excel, si prepara a partire per una vacanza nello spazio il 9 marzo 2007 e nel frattempo studia il russo per comunicare meglio con i suoi compagni di viaggio, i cosmonauti della Soyuz, che sarà lanciata dal Kazakhstan.

Simonyi parla già molto bene l’inglese, visto che risiede da tempo negli Stati Uniti, e poiché si rende conto che andare nello spazio da turisti non è più tanto originale (è il quinto non professionista, la 450esima persona a far parte dell’equipaggio di una navicella) ha trovato per sé una particolarità : “Sono il primo nerd nello spazio”. E per tenere fede alla sua vocazione da secchione imbranato, ha fatto sbellicare dalle risate i suoi addestratori nella prima simulazione di movimenti in assenza di gravità .

Il nuovo turista spaziale è comunque un nerd con buone possibilità economiche, poiché per passare otto giorni nello spazio, nei quali farà 160 volte il giro intorno alla Terra, per un totale di 6,5 milioni di chilometri, ha pagato circa 26 milioni di euro alla Space Adventure, la società che ha già avuto quattro clienti.


Quello di Simonyi non è solo un viaggio di piacere: “Ho tre obiettivi - ha dichiarato - Voglio promuovere i viaggi civili nello spazio, dare un contributo alla scienza aeronautica e interessare i ragazzi al tema”. Per promuovere la sua “missione” il turista spaziale ha aperto un sito, nel quale tiene un blog per aggiornare i suoi fan sulla preparazione, che si sta svolgendo al centro di addestramento Yuri Gagarin in Russia e a Baikonaur in Kazakhstan.

A differenza dei precedenti turisti dello spazio, Simonyi ha un’esperienza di base, poiché possiede il brevetto di pilota di jet ed elicotteri, con oltre duemila ore di volo nel curriculum. Ma continua ad applicarsi e prepararsi, soprattutto studiando il russo e il sistema operativo complesso che governa la Soyuz: “Lo considero un vantaggio essenziale per godere al meglio dell’opportunità che mi viene data con questo viaggio”.

Oggi torna l’ora solare, lancette indietro di un’ora

Lancette un’ora indietro nella notte fra stasera e domani: alle 3 di domenica 29 ottobre scatta infatti l’ora solare che resterà fino alle 2 del 27 marzo 2007. L’ora legale, in vigore per sette mesi (dal 26 marzo al 29 ottobre), secondo quanto ha comunicato Terna ha consentito al Paese un risparmio di circa 80 milioni di euro sul fronte dei consumi elettrici.

La ‘genesi’ dell’ora legale che saluteremo domenica notte dormendo un’ora in più (vengono infatti ‘recuperati’ i 60 minuti di sonno persi a marzo) affonda le sue radici nella storia. Il primo a teorizzarla fu Benjamin Franklin che individuò, nell’adozione per convenzione di un’orario diverso che ‘inseguissè il sole e quindi la luce, un modo per ottenere dei risparmi energetici.

Da anni armonizzata a livello europeo, nonostante le polemiche di alcuni Stati membri quali la Francia (che nel 1997 aveva deciso di non aderirvi in quanto non piaceva agli agricoltori), l’ora legale è stata adottata per la prima volta in Italia nel 1916, dal 3 giugno al 30 settembre. Negli anni successivi l’inizio fu anticipato a marzo. La norma rimase in vigore fino al 1920 e poi venne abbandonata.

L’adozione definitiva risale al 1966, durante gli anni della crisi energetica. Per i primi tredici anni venne stabilito che l’ora legale dovesse rimanere in vigore dalla fine di maggio alla fine di settembre (dal 22 maggio al 24 settembre). Dal 1981 al 1995, invece, si stabilì di estenderla dall’ultima domenica di marzo all’ultima di settembre. Il regime definitivo è entrato in vigore nel 1996 quando si stabilì di prolungarne ulteriormente la durata dall’ultima domenica di marzo all’ultima di ottobre.


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